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MARX

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Marx nasce a Treviri in Prussia nel 1818. Nel periodo della sua formazione si allontanò da Hegel, criticato per la sua visione astratta e anche da Feuerbach, riconoscendogli il merito di aver portato la filosofia su un posto concreto. Egli si allontanò anche dal socialismo francese, a cui da una posizione utopistica e borghese.  Analizzò anche il fenomeno della religione. Secondo Marx, quello che affermò Feurbach sulla religione risulta insufficiente, dato che non riesce a spiegare del tutto l'origine della religione. Secondo Marx invece, gli uomini portano il proprio essere in Dio perché stanno male nella realtà in cui vivono. Nella religione, infatti vi è il bisogno di consolazione degli essere umani che soffrono nella vita sociale. L'uomo quindi si rifugia nella fede per il semplice fatto che in essa vede una condizione artificiale per poter sopportare la propria condizione materiale. Parlando della alienazione, Marx afferma che essa non è un fenomeno spirituale, ma un fatto...

FEUERBACH

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Il filosofo tedesco Fuerbach (1804-1872) ha espresso il suo pensiero principalmente in due opere " L’essenza del cristianesimo"  del 1841 e " L’essenza della religione"  del 1845 e ha inizio dalla  critica alla filosofia di Hegel  e dall’analisi  critica della religione .  Feuerbach afferma infatti la filosofia di Hegel come una “teologia mascherata” in quanto pretende di ridurre il finito, l’uomo, a mero attributo dell’Infinito, l’Assoluto, Dio. L’uomo è quindi dedotto dal principio primo che è Dio. La filosofia, invece deve per Feuerbach partire dal finito e dal reale, concentrandosi sull’uomo per capire che cosa sia l’uomo: l’uomo è quindi oggetto e fine della ricerca e ciò rende la filosofia di Feuerbach una sorta di umanismo. Per capire che cosa sia l’uomo per Feuerbach è necessario analizzare la religione: in essa l’uomo riversa le sue aspirazioni all’Infinito e in essa è contenuta l’essenza stessa dell’uomo.  Feuerbach utilizza il termine a...

SCHOPENHAUER

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Schopenhauer è nato a Danzica nel 1788, nato in una famiglia benestante. Il  suicidio del padre e il turbolento e contraddittorio rapporto con la figura materna segnarono profondamente il pensiero di Schopenhauer , ben sintetizzato nella sua opera più famosa " Il mondo come volontà e rappresentazione". Sul  pensiero di Schopenhauer  agirono fortemente le influenze:  di Platone e la sua teoria delle idee;  del Romanticismo;  della  filosofia orientale  (in particolare quella indiana buddista) e  del criticismo di Kant .   La distinzione  kantiana tra fenomeno (la cosa come ci appare) e noumeno (la cosa in sé) ha costituito  il punto di partenza del   pensiero di Schopenhauer . Quest’ultimo pensa infatti di aver capito qual è la via d’accesso per il noumeno, cioè la realtà che si “nasconde” dietro l’inganno, l’illusione e la parvenza del fenomeno. Solo il filosofo capace di interrogarsi sulla sua esistenz...

RELAZIONE DIALETTICA TRA SERVO E PADRONE

La dialettica servo-padrone  è una delle tematiche più celebri della  Fenomenologia dello Spirito  di Hegel.  Ogni coscienza, che ha preso coscienza di sé, ed è perciò autocoscienza, vuole porsi come unica. Ogni autocoscienza vive accanto ad altre autocoscienze ed ognuna pensa di essere l’unica essenziale. Da qui lo scontro tra le autocoscienze per avere il primato sulle altre e fare in modo che tutto sia in funzione di sé. L’incontro tra autocoscienze si trasforma inevitabilmente in uno scontro. È la lotta tra autocoscienze. Quella vincitrice, che ha lottato fino a rischiare di morire, non elimina l’autocoscienza perdente, ma la lascia sopravvivere: in tal modo essa riconosce la superiorità della vincitrice ed è costretta a mettersi al suo servizio. L’autocoscienza vincitrice fa da padrona e quella sconfitta riveste il ruolo di serva.   Lavorando per il padrone, il servo prende coscienza di se stesso. Capisce che il suo ruolo è fondamentale per la sopravvi...

CAPISALDI SISTEMA DI HEGEL

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Per poter comprendere il pensiero di Hegel bisogna aver chiare, le tesi  del suo idealismo: 1.   la risoluzione del finito nell’infinito ; 2.   l’identità fra ragione e realtà ; 3.  la funzione giustificatrice della filosofia . FINITO E INFINITO: Con questa espressione, Hegel intende dire che la realtà non è un insieme di sostanze autonome, ma un  organismo unitario , detto  Assoluto . Tale organismo, non avendo nulla al di fuori di sé, coincide con  l’ Infinito.  l’ Assoluto  hegeliano si presenta come una totalità articolata che unisce parti, i vari enti del mondo, detti  finiti , che sono diverse e anche opposte tra loro. I finiti coincidono con l’ in finito. RAGIONE E REALTA': I l soggetto spirituale che sta alla base  della realtà viene denominato da Hegel con il termine di  Idea  o di  Ragione.  E’ proprio l’idea, cioè il pensiero, a permetterci di scoprire nei fenomeni che ci circondano....

L'IDEALISMO: SHELLING

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Il secondo filosofo idealista è Schelling che succederà Fichte  in quanto egli sarà costretto ad abbandonare la cattedra poiché accusato di eresia. Il suo scritto più importante è “Sistema dell’idealismo  trascendentale” .  È idealismo perché    il suo oggetto è il sapere del mondo come sistema di idee e “trascendentale” perché non prescinde dall’oggetto stesso, dalla natura, che è vista come estranea dal soggetto. Con tale scritto intende correggere cose nella filosofia  di Fichte. La filosofia di Shelling viene detta "idealismo estetico" per la sua esistenza  pratica nell'arte e teorica nella filosofia. Secondo Schelling tutto è assoluto e c'è la suddivisione infatti in "fase conscia" e "fase inconscia" che sono rispettivamente "io" e "non io" oppure "spirito" e "natura".  Shelling è il tipico esponente romantico, ripone tutto in natura religione e arte. Rispetto a Fichte , considera l'assoluto il princ...

L'IDEALISMO: FICHTE

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Johann Fichte studia teologia a Jena, a Lipsia. Insegno a Jena negli 70, poi però fu accusato di ateismo e quindi dovette lasciare il suo posto di lavoro.  Fichte fu un grande sostenitore di Kant. Dopo la pubblicazione delle sue opere, ci fu un dibattito su quattro punti:  1. La cosa in sè  2. Dualismo fenomeno noumeno  3. Dualismo forma materia  4. Rapporti apriori e aposteriori  Fichte inizia a dare il suo pensiero seguendo il pensiero di Kant. Secondo lui il problema principale era il rapporto tra noumeno e fenomeno. L’io è considerato da Fichte principio formale e materiale della conoscenza. La deduzione per Kant è trascendentale ovvero che giustifica la validità di condizioni soggettive. Per Fichte invece la deduzione è assoluta o metafisica, in quanto dall’Io stesso non deduce soltanto le condizioni soggettive, ma anche la realtà dell’oggetto stesso.   Per Fichte invece è il principio assoluto che pone il soggetto e l’oggetto fenomenici in v...