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NIETSCHE

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Nietzsche fu, sin da giovane fu un ragazzo acuto e dalle grandi capacità intellettive. Il pensiero di Friedrich Nietzsche è complesso e difficilmente assimilabile ad una costruzione sistematica e organica. Il suo modo di fare filosofia si raggruppa in quattro fasi: La fase giovanile: dove domina l’interesse e l’ammirazione per il filosofo Schopenhauer e il musicista Wagner. La fase intermedia: dove avviene il ripudio dei precedenti ispiratori e prevale un approccio di tipo “scientifico” che comprende Umano. La fase di Zarathustra con l’opera “così parlò Zarathustra”. La fase finale, che comprende gli scritti degli ultimi anni tra cui Genealogia della morale ed Ecce homo. Per quanto riguarda la morte di dio e l’avvento dell’uomo, nella sua prima fase, Nietzsche vuole celebrare il trionfo della vita e la sua accettazione più totale e completa. Davanti alla crudeltà, alla sofferenza, all’incertezza dell’esistenza Nietzsche decide di essere un discepolo di Dioniso, il dio dell’ebbrezza che...

KIERKEGAARD

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L'esistenza dell'individuo si svolge in un campo di scelte, di decisioni fra diverse alternative possibili. Proprio la possibilità, non la necessità, caratterizza il modo d'essere umano.  La possibilità è temporalità una perenne instabilità del vivere. Pone l'individuo davanti ad alternative difficili che lo paralizzano e lo gettano nell'angoscia. Lo stesso esistere è  un emergere-da, un porsi-da, cioè emergere dal nulla. Tale alternativa all'individuo si pone non tanto come possibilità di essere o di fare, quanto come possibilità del nulla, come la possibilità di non-essere. Il possibile resta sempre tale e così il passato non diviene necessario per il fatto di essersi realizzato. Possibilità non è soltanto possibilità di essere ma anche di non-essere, di annientamento. Essa quindi si accompagna con l'angoscia, come possibilità immanente del nulla. Se il timore è paura di qualcosa di determinato, che può sbiadirsi con il venir meno della cosa che lo causa, ...

MARX

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Marx nasce a Treviri in Prussia nel 1818. Nel periodo della sua formazione si allontanò da Hegel, criticato per la sua visione astratta e anche da Feuerbach, riconoscendogli il merito di aver portato la filosofia su un posto concreto. Egli si allontanò anche dal socialismo francese, a cui da una posizione utopistica e borghese.  Analizzò anche il fenomeno della religione. Secondo Marx, quello che affermò Feurbach sulla religione risulta insufficiente, dato che non riesce a spiegare del tutto l'origine della religione. Secondo Marx invece, gli uomini portano il proprio essere in Dio perché stanno male nella realtà in cui vivono. Nella religione, infatti vi è il bisogno di consolazione degli essere umani che soffrono nella vita sociale. L'uomo quindi si rifugia nella fede per il semplice fatto che in essa vede una condizione artificiale per poter sopportare la propria condizione materiale. Parlando della alienazione, Marx afferma che essa non è un fenomeno spirituale, ma un fatto...

FEUERBACH

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Il filosofo tedesco Fuerbach (1804-1872) ha espresso il suo pensiero principalmente in due opere " L’essenza del cristianesimo"  del 1841 e " L’essenza della religione"  del 1845 e ha inizio dalla  critica alla filosofia di Hegel  e dall’analisi  critica della religione .  Feuerbach afferma infatti la filosofia di Hegel come una “teologia mascherata” in quanto pretende di ridurre il finito, l’uomo, a mero attributo dell’Infinito, l’Assoluto, Dio. L’uomo è quindi dedotto dal principio primo che è Dio. La filosofia, invece deve per Feuerbach partire dal finito e dal reale, concentrandosi sull’uomo per capire che cosa sia l’uomo: l’uomo è quindi oggetto e fine della ricerca e ciò rende la filosofia di Feuerbach una sorta di umanismo. Per capire che cosa sia l’uomo per Feuerbach è necessario analizzare la religione: in essa l’uomo riversa le sue aspirazioni all’Infinito e in essa è contenuta l’essenza stessa dell’uomo.  Feuerbach utilizza il termine a...

SCHOPENHAUER

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Schopenhauer è nato a Danzica nel 1788, nato in una famiglia benestante. Il  suicidio del padre e il turbolento e contraddittorio rapporto con la figura materna segnarono profondamente il pensiero di Schopenhauer , ben sintetizzato nella sua opera più famosa " Il mondo come volontà e rappresentazione". Sul  pensiero di Schopenhauer  agirono fortemente le influenze:  di Platone e la sua teoria delle idee;  del Romanticismo;  della  filosofia orientale  (in particolare quella indiana buddista) e  del criticismo di Kant .   La distinzione  kantiana tra fenomeno (la cosa come ci appare) e noumeno (la cosa in sé) ha costituito  il punto di partenza del   pensiero di Schopenhauer . Quest’ultimo pensa infatti di aver capito qual è la via d’accesso per il noumeno, cioè la realtà che si “nasconde” dietro l’inganno, l’illusione e la parvenza del fenomeno. Solo il filosofo capace di interrogarsi sulla sua esistenz...

RELAZIONE DIALETTICA TRA SERVO E PADRONE

La dialettica servo-padrone  è una delle tematiche più celebri della  Fenomenologia dello Spirito  di Hegel.  Ogni coscienza, che ha preso coscienza di sé, ed è perciò autocoscienza, vuole porsi come unica. Ogni autocoscienza vive accanto ad altre autocoscienze ed ognuna pensa di essere l’unica essenziale. Da qui lo scontro tra le autocoscienze per avere il primato sulle altre e fare in modo che tutto sia in funzione di sé. L’incontro tra autocoscienze si trasforma inevitabilmente in uno scontro. È la lotta tra autocoscienze. Quella vincitrice, che ha lottato fino a rischiare di morire, non elimina l’autocoscienza perdente, ma la lascia sopravvivere: in tal modo essa riconosce la superiorità della vincitrice ed è costretta a mettersi al suo servizio. L’autocoscienza vincitrice fa da padrona e quella sconfitta riveste il ruolo di serva.   Lavorando per il padrone, il servo prende coscienza di se stesso. Capisce che il suo ruolo è fondamentale per la sopravvi...

CAPISALDI SISTEMA DI HEGEL

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Per poter comprendere il pensiero di Hegel bisogna aver chiare, le tesi  del suo idealismo: 1.   la risoluzione del finito nell’infinito ; 2.   l’identità fra ragione e realtà ; 3.  la funzione giustificatrice della filosofia . FINITO E INFINITO: Con questa espressione, Hegel intende dire che la realtà non è un insieme di sostanze autonome, ma un  organismo unitario , detto  Assoluto . Tale organismo, non avendo nulla al di fuori di sé, coincide con  l’ Infinito.  l’ Assoluto  hegeliano si presenta come una totalità articolata che unisce parti, i vari enti del mondo, detti  finiti , che sono diverse e anche opposte tra loro. I finiti coincidono con l’ in finito. RAGIONE E REALTA': I l soggetto spirituale che sta alla base  della realtà viene denominato da Hegel con il termine di  Idea  o di  Ragione.  E’ proprio l’idea, cioè il pensiero, a permetterci di scoprire nei fenomeni che ci circondano....